Giro di Svizzera 2026, Tadej Pogačar fa subito il fenomeno: assolo di 70 km a Sondrio! Richard Carapaz 2° a 2’14”, 3° un ottimo Andrea Bagioli

Tadej Pogačar dà subito grande spettacolo al Giro di Svizzera 2026. Il fenomeno sloveno annichilisce la concorrenza nella frazione inaugurale della corsa elvetica, allungando poco dopo metà tappa e restando da solo al comando a circa 70 chilometri dal traguardo di Sondrio, dove si presenta in solitaria per andare a cogliere un impressionante successo. Unico tra i big a contenere i danni dal campione del mondo della UAE Team Emirates XRG è Richard Carapaz (EF Education-EasyPost), che chiude a 2’14” dopo essere stato a sua volta da solo all’inseguimento per 50 chilometri, resistendo nel finale al ritorno di un ottimo Andrea Bagioli (Lidl-Trek), terzo a 2’29”.

Dal quarto arrivato in giù il ritardo è superiore ai quattro minuti, con diversi uomini di classifica a pagare già un passivo piuttosto importante. Pogačar, alla decima vittoria stagionale, è ovviamente anche il primo leader della gara con 2’22” di vantaggio su Carapaz e 2’39” su Bagioli.

Il video dell’arrivo

Il racconto della corsa

Pronti-via, tre uomini si lanciano all’attacco e il gruppo è ben felice di lasciarli andare. Cedric Beullens (Lotto Intermarché), Fredrik Dversnes (Uno-X Mobility) e Pier-André Côté (NSN Cycling Team) ricevono subito il via libera, ma il canadese viene beffato dalla sua bici e si deve rialzare. La fuga di giornata si compone così di soli due corridori, ai quali il gruppo concede subito un margine importante, senza che si registri alcun altro tentativo. Il vantaggio massimo sfiora i quattro minuti dopo neanche venti chilometri di gara, quando la Alpecin – Premier Tech si porta in testa a controllare.

Raggiunta da NSN Cycling Team e UAE Team Emirates XRG, la compagine belga rimonta nel corso della prima ora, durante la quale vengono percorsi 48,1 chilometri, a conferma di un ritmo comunque elevato. Dopo 50 chilometri di gara il distacco scende così a 2’20” e continua a calare anche nel corso della prima salita di giornata, quella di Buglio in Monte, dove Beullens perde contatto da Dversnes e viene poi ripreso dal gruppo, dal quale perdono già contatto numerosi corridori, compresi nomi importanti come quelli di Antonio Tiberi e Afonso Eulálio (Bahrain Victorious).

Dversnes scollina con 1’20” di margine sul plotone, che in vista dei due sprint con abbuoni che compongono il Tissot KM fa registrare alcuni movimenti. Pilotato dai compagni di squadra, Tadej Pogačar (UAE Team Emirates XRG) sprinta per prendersi il secondo posto alle spalle del norvegese in entrambi i traguardi volanti e poi insiste, avvantaggiandosi assieme a Brandon McNulty (UAE Team Emirates XRG), Andrea Bagioli (Lidl-Trek), Magnus Cort (Uno-X Mobility) e Matthew Riccitello (Decathlon CMA CGM). In un tratto di salita, però, il fenomeno sloveno si libera della compagnia di tutti e va rapidamente a raggiungere Dversnes in testa alla corsa.

Il norvegese non può far molto per resistere al ritmo del campione del mondo, che resta così da solo al comando a poco meno di 70 chilometri dalla conclusione. Alle sue spalle si sganciano altri corridori e si forma presto un drappello comprendente Brandon McNulty (UAE Team Emirates XRG), Matthew Riccitello (Decathlon CMA CGM), Richard Carapaz (EF Education-EasyPost), Andrea Bagioli e Mathias Vacek (Lidl-Trek), Primož Roglič (Red Bull-Bora-hansgrohe) e Paul Double (Team Jayco AlUla), che vanno a loro volta a riprendere e staccare Dversnes, ma si ritrovano con già quasi un minuto di ritardo da Pogačar.

Iniziata la salita di Triangia, su questo gruppetto rientrano anche Felix Großschartner e Jhonatan Narváez (UAE Team Emirates XRG), Tiesj Benoot (Decathlon CMA CGM), Ilan Van Wilder (Soudal Quick-Step), Finlay Pickering (Team Jayco AlUla), Wilco Kelderman (Visma | Lease a Bike) e, in un secondo momento, pure Andrew August e Tobias Foss (Netcompany Ineos), Mikel Landa (Soudal Quick-Step), Simon Dalby (Uno-X Mobility) e Sergio Higuita (XDS Astana Team), andando così a formare un drappello di 18 inseguitori che vede il proprio ritardo dallo sloveno salire a 1’20” nonostante il lavoro svolto soprattutto da Bagioli.

La situazione a quel punto si stabilizza fino ai -50 dalla conclusione, quando in un breve tratto di salita Carapaz accelera e stacca gli altri inseguitori, cercando di riavvicinarsi da solo a Pogačar. Il distacco dal campione del mondo, però, aumenta nel corso dell’ascesa verso Teglio, arrivando a toccare i due minuti, anche se l’ecuadoriano riesce a guadagnare più un minuto su tutti gli altri, dove evidentemente si fatica a organizzare un inseguimento efficace. Per questo motivo, nel corso della discesa successiva Bagioli allunga e riesce a sua volta ad avvantaggiarsi sugli altri inseguitori, ottenendo un margine di più di mezzo minuto su di loro.

Il valtellinese, che corre quindi sulle strade di casa, inizia inoltre ad avvicinarsi a Carapaz, che mantiene un ritardo da Pogačar di poco più di due minuti nel corso del GPM di Ponte in Valtellina. Lo sloveno, in totale controllo, non si prende rischi eccessivi nella discesa seguente e torna a spingere sull’ultima asperità, lo strappo di Bordighi, presentandosi da solo sul traguardo di Sondrio per cogliere il suo primo successo di tappa nella corsa elvetica. Carapaz riesce a resistere per 15″ alla rimonta di Bagioli e chiude secondo, mentre il drappello inseguitore si seleziona sull’ultima salita e i primi giungono all’arrivo dopo 4’02” dal campione del mondo.

Risultato e Classifiche Tappa 1 Giro di Svizzera 2026

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